Cenni biografici

Musicista, poeta e pittore, ultimogenito dell’uomo che governò
l’Italia, nasce a Forlì il 26 Settembre 1927.
L'attrazione verso la pittura inizia a Napoli nel 1946, dove apprende le
prime nozioni di pittura dai noti maestri Cucurra e Terracina, ma solo nel 1967,
convinto dal Barone Adeo Garavini, comincia professionalmente l’attività.
Nel 1979 incontra il gallerista Bruno Lodi, con il quale nasce una profonda
amicizia e inizia una fattiva collaborazione.
Nel 1993 il Lodi diventa suo mercante in esclusiva e unico esperto abilitato
all’autentica delle sue opere.
Nella sua carriera pittorica Mussolini ha esposto i propri dipinti
in varie gallerie, ottenendo lusinghiere affermazioni.

 


Citazioni e recensioni sono apparse su testate giornalistiche di tutto il mondo..
La morte dell'artista nel2006, non ha segnato la sua scomparsa nè dal mercato nè dall'attenzione di critici e galleristi.
    “Una rilevante sensibilità nella musica e nella pittura: è la costante di Romano Mussolini, il cui cognome impegnativo fa convergere su di lui l'attenzione della gente, sia ai
concerti che alle sue mostre personali. Durante la sua vita è stato duro muoversi con il peso del passato sulle spalle, ma il che l'ho conosciuto anni fa, proprio durante una sua

esibizione al pianoforte, apprezzandone le capacità, e la conversazione semplice e chiara, posso testimoniare che non ha mai tradito la sua vocazione artistica, che si

è affinata e approfondita. Mi piace far vedere a Spazio Cultura i suoi quadri e i suoi disegni colorati, omaggio al jazz, musuca travolgente e sincopata, dove il ritmo invia tutti

a partecipare. Da New Orleans a Forlì, da Roma a Cortina d'Ampezzo, la musuca-pittira di Romano Mussolini non ha perduto i suoi timbri  vocali, strumentali, coloristici, le sue
consapevolezze culturali e anche la sua malinconia.
La musica e la pittura possono aiutare gli esseri umani nei momenti difficili, la sa bene l'autore di questa esposozione,tutta figurativa, che guarda non soltanto dentro di sè, ma
anche all'esterno, interpretando personaggi, situazioni, gesti, movimenti.
Il jazz (anche oggi) è come un ondata di follia che trascina altrove, è storico e modernissimo. Le dita di Romano Mussolini sulla tastiera del pianoforte sono agili, inebriate e
impetuose. Nella stessa direzione si muove la pittura, anche se la materia, con la sua pastosità compatta, sembra trattenerlo. "voglio ritrovare un rapporto umano" dice il
musucusta-pittore. "Ho sempre in gran rispetto per il pubblico. Gli dono le mie emozioni e ne ricevo altre in cambio”
Milena Milani
Cortina d'Ampezzo mercoledì ventiquattro gennaio 2001

© 2013 Archivio Romano Mussolini  - V.le Mentana 122/b - 43121 Parma

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